lunedì 30 maggio 2011

Forever Azathoth, le parodie lovecraftiane di Peter Cannon

Forever Azathoth, 2011, copertinaPer Howard Phillips Lovecraft la narrativa weird e l’umorismo non erano elementi che potessero “legare” in alcunché di armonico. Di opinione contraria appare invece Peter Cannon che, pur tra i più seri e apprezzati curatori e critici dell’opera di Lovecraft, ha realizzato negli anni numerose parodie e pastiches proprio a tali opere ispirate, oltre a rendere lo stesso scrittore di Providence protagonista di romanzi come Pulptime (1985) e Lovecraft Chronicles (2008).

Forever Azathoth, una raccolta in arrivo dalla Subterranean Press, riunisce ora in unico volume tutte le migliori parodie weird e lovecraftiane di Cannon, sedici racconti e novelle tra il materiale apparso in Scream for Jeeves: A Parody (1994), Forever Azathoth and Other Horrors (1999) e altre pubblicazioni più recenti.

Si parte con la storia che dà il titolo alla collezione, un seguito de “La cosa sulla soglia” nel quale vari eredi e studiosi di Edward Derby si contendono il lascito letterario del poeta, troppo presi dagli affari per badare più di tanto agli equivoci soprannaturali che uno scambio mentale può causare. E ben prima della moda di Orgoglio e pregiudizio e zombie, a mischiare autori e generi ci furono tre storie di “Wodecraft” nelle quali i personaggi creati da P.G. Wodehouse dimostravano un certo savoir faire nell’affrontare immani orrori cosmici.

Ma non è la sola contaminazione letteraria da Peter Cannon “perpetrata” sui registri dello humor… Lovecraft viene infatti ibridato con altri classici statunitensi, come Fracis Scott Fitzgerald in “Tender is the Night-gaunt” e William Faulkner per “The Sound and the Fungi”, o ancora James Herriot con “All Moon-Beasts Amorphous and Mephitic”, fino a rendere omaggio a un paio di leggende viventi dell’horror, Ramsey Campbell in “The Undercliffe Sentences” e T.E.D. Klein per “The Arkham Collector”.

Il vecchio gentiluomo del New England non scampa, infine, ad altre divertite “collaborazioni postume” in “Old Man”, un racconto di gatti e di crimine, e nella novella conclusiva “Nautical-looking Negroes” che cerca di colmare, in qualche modo, i vuoti narrativi lasciati nel celeberrimo “Il richiamo di Cthulhu”.

Jason Eckhart illustra la copertina del volume, in uscita ad agosto in edizione limitata di 350 copie autografate: informazioni alla pagina dedicata sul sito web di Subterranean Press. Qui sotto, l’indice dei contenuti.

Introduction
Forever Azathoth:
Azathoth in Arkham
The Revenge of Azathoth
The House of Azathoth
Azathoth in Analysis
Bride of Azathoth
Son of Azathoth
Scream for Jeeves:
Cats, Rats, and Bertie Wooster
Something Foetid
The Rummy Affair of Young Charlie
Parodies and Pastiches:
Tender is the Night-gaunt
The Sound and the Fungi
All Moon-Beasts Amorphous and Mephitic
The Undercliffe Sentences
The Arkham Collector
Old Man
Nautical-looking Negroes


Forever Azathoth
Peter Cannon
Subterranean Press, 2011
copertina rigida, 232 pagine, $40.00
ISBN 9781596064119

Andrea Bonazzi

sabato 28 maggio 2011

Diceria del vampiro. De masticatione mortuorum in tumulis

Diceria del vampiro. De masticatione mortuorum in tumulis, 2011, copertinaCome non mai travolti dai vampiri narrativi – nuovi e colorati volumetti in triplice copia collocati, in libreria, sia fra gli horror che i romanzi rosa e quelli per ragazzi – è singolare presentar l’uscita in traduzione di un “autentico” trattato in argomento, tale per lo meno nel contesto europeo fra chiesa e primo Illuminismo che in queste dissertazioni da Rohr al Calmet fino a van Swieten confutava, discuteva, documentava o pur si limitava a raccontare – ancor più diffondendole – cronache, aneddoti e credenze popolari di revenants e morti troppo inquieti, codificando un “canone del vampirismo” destinato a entrare in pianta stabile nel nostro immaginario culturale.

Pubblicato dall’Associazione LibriPerduti di Milano, Diceria del Vampiro. De Masticatione mortuorum in tumulis di Michaël Ranft è la prima versione italiana del trattato stampato a Lipsia nel 1728: M. Michaelis Ranfftii. De masticatione mortuorum in tumulis, (oder, Von dem Kauen und Schmatzen der Todten in Gräbern), liber singularis: exhibens duas exercitationes quarum prior historico-critica, posterior philosophica est.

Tanto citato, e in tante storie da passare forse per mera creazione letteraria, confuso col precedente omonimo del teologo tedesco Philipp Rohr apparso sempre a Lipsia ma nel 1679, il libro viene proposto con il testo latino originale a fronte e corredato dalla riproduzione dei capitoli dal XLIII al XLV, inerenti la trattazione di Ranft, dal noto Traité sur les apparitions des esprits et sur les vampires, ou les revenants de Hongrie, de Moravie et de Silésie (1751) dell’abate francese dom Augustin Calmet.

“Anno 1725. Nel villaggio ungherese di Kisolova muore il contadino Peter Plogojovitz. Il fatto sarebbe normale se questa morte non fosse seguita da avvenimenti strani e inquietanti, legati a ciò che il pregiudizio e la superstizione popolare chiamano fenomeno dei «morti masticatori». L’atmosfera si surriscalda al punto da richiedere l’intervento dell’Ufficiale Imperiale. La situazione sembra però sfuggire di mano: gli abitanti, terrorizzati e inferociti, riesumano e straziano il cadavere, considerato appunto un «morto masticatore» e un vampiro. Autore del presente scritto è il filosofo tedesco Michael Ranft, che suddivide l’opera in due dissertazioni. La prima, storico-critica, comprende la descrizione particolareggiata dell’evento e dell’ambiente in cui è collocato. La seconda, di carattere filosofico, presenta numerose e controverse teorie sostenute dagli scienziati dell’epoca, talune certamente curiose. Ranft, tuttavia, procede pazientemente con lucidità e con metodo, circoscrivendo e analizzando accuratamente la presunta «masticazione dei morti nelle tombe» e con essa il fenomeno del vampirismo”.

L’introduzione è di Gabriele Ferrero, con una postfazione a firma di Dario Spada e copertina di Alfonso Cucinelli. Informazioni sul volume presso la pagina web di Associazione Libri Perduti.

Diceria del vampiro. De masticatione mortuorum in tumulis
Michael Ranft
Associazione LibriPerduti, 2011
brossura, 192 pagine, €18.00
ISBN 9788890582301

Andrea Bonazzi

giovedì 26 maggio 2011

Out of this World: a Londra “la fantascienza, ma non come la conoscete”

Out of this World: Science Fiction but not as you know, 2011, copertinaDal 20 maggio al 25 settembre 2011 la British Library di Londra si anima nell’esplorazione “al di fuori di questo mondo” con la mostra Out of this World: Science Fiction but not as you know it, quattro mesi di esposizione con percorsi interattivi a ingresso gratuito presso la galleria bibliotecaria, cui si accompagna una lunga serie di appuntamenti tematici, questi a pagamento, tra lo scientifico e il letterario dai viaggi nel tempo alla creatura di Frankenstein, dai mondi dell’utopia alla Gormenghast di Peake.

Agli eventi in programma ha partecipato China Miéville in apertura il 20 maggio scorso, mentre sono attesi Iain M. Banks (il 6 giugno), David Lodge e Stephen Baxter (8 giugno), Audrey Niffenegger (10 giugno), Michael Moorcock e Brian Aldiss (21 giugno), Alan Moore (4 luglio) e altri ospiti ancora. Tutte le informazioni, gli orari e la programmazione sono disponibili sulle pagine web ufficiali all’indirizzo di www.bl.uk/sciencefiction.

La mostra, curata da Andy Sawyer con Katya Rogatchevskaia, intende esplorare il genere fantascientifico attraverso la letteratura, il cinema, l’illustrazione e il suono, conducendo il visitatore alla scoperta dei tesori della biblioteca dai rari manoscritti alle prime edizioni di note opere fantastiche fino agli ultimi romanzi, procedendo attraverso spazi di interattività multimediale dedicati ai “mondi alieni”, ai “mondi futuri”, a quelli “virtuali” e quelli “paralleli”, alla “fine del mondo” e all’utopico “mondo perfetto”.

Fra i pezzi pregiati della collezione esposta, la Storia vera di Luciano di Samosata in una versione inglese del 1647, l’Utopia di Tommaso Moro in edizione del 1516, le curiose pubblicità Bovril del 1890 e il manoscritto de La razza ventura (The Coming Race, 1871) di Edward Bulwer-Lytton, La guerra dei mondi di H.G. Wells (The War of the Worlds, 1906) dalle sue prime apparizioni su rivista, e anche l’enciclopedismo immaginario del Codex Seraphinius (1983) creato dal nostro Luigi Serafini.

La British Library Publishing pubblica inoltre l'omonimo Out of this World: Science Fiction but not as you know it, catalogo illustrato dell’esposizione in un volume curato dal veterano saggista britannico Mike Ashley, a riassumere l’eredità e gli sviluppi del genere letterario attraverso i sei rispettivi temi in cui la mostra è suddivisa, dall’opera di Cyrano de Bergerac a Mary Shelley fino a Bradbury, Ballard e l’odierna fantascienza.

Informazioni sul libro, edito in doppia versione a copertina rigida e in brossura, presso l’online shop della British Library.

Out of this World: Science Fiction but not as you know it
a cura di Mike Ashley
catalogo della mostra, British Library Publishing, 2011
120 illustrazioni a colori, 144 pagine
copertina rigida, £27.95, ISBN 9780712358316
brossura, £16.95, ISBN 9780712358354

Andrea Bonazzi

mercoledì 25 maggio 2011

August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971

August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971, copertinaPubblicato dalle piccole edizioni specializzate danesi H. Harksen Productions nell’anno del centenario di nascita di August W. Derleth (1909-1971), la monografia di John D. Haefele August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971 appare col dichiarato scopo di rivitalizzare la ricerca sullo scrittore ed editore americano rivalutandone la figura, rivendicandone il ruolo essenziale – e in certo modo ultimamente controverso – nella diffusione e nell’apprezzamento dell’opera di H.P. Lovecraft, ma anche della letteratura weird in genere e di quella statunitense più in particolare.

Il titolo richiama direttamente “The Weird Tale in English Since 1890”, la tesi universitaria scritta da Derleth nel 1930 ispirandosi al saggio di Lovecraft sull’orrore soprannaturale in letteratura, mentre i brevi capitoli saggistici di Haefele seguono, in un’esposizione che resta più che altro introduttiva, le vicende del co-fondatore della Arkham House attraverso il suo ascendente critico e autorale ancor prima che in fase editoriale.

L’affermarsi della casa editrice, la propria gestione della stessa, la promozione della narrativa e poesia weird pubblicandone i principali autori americani – essenzialmente di estrazione pulp – e diversi autori inglesi, in seguito, di maggiore affermazione letteraria: tutto questo posto in evidenza insieme allo stretto rapporto con la stessa popolare rivista Weird Tales, alle antologie di genere edite e curate, all’apertura verso più ampi mercati fino al boom mondiale dei tascabili su licenza e delle traduzioni lovecraftiane.

Con una introduzione di Don Herron, l’edizione è limitata in 150 copie ma disponibile presso vari bookstores in rete. Informazioni sul sito di H. Harksen Productions www.hplmythos.com.

August Derleth Redux: The Weird Tale 1930-1971
John D. Haefele
H. Harksen Productions, 2009
brossura, illustrazioni in bianco e nero, 88 pagine, £8.95
ISBN 9788799176748

Andrea Bonazzi

sabato 21 maggio 2011

Shane Tyree, illustrazioni lovecraftiane

H.P. Lovecraft, by Shane Tyree
Cliffhanger, by Shane Tyree
Cthulhu Fhtagn, by Shane Tyree
Something Wicked, by Shane Tyree
Dagon, by Shane Tyree

Sposato e con due figli, vive e lavora in Pennsylvania il ventinovenne illustratore americano Shane Tyree. Influenzato dalle copertine fantasy e fantascientifiche degli anni 80 e 90, lavora su techiche tradizionali e digitali insieme, con diverse pubbicazioni su rivista, copertine discografiche e opere realizzate per l’editoria e l’industria ludica da TOR books a D6 Game Studios, Catalyst Game Labs e altri marchi.

In tema lovecraftiano e weird ha collaborato con la Fantasy Flight Games per il gioco di carte collezionabili di Call of Cthulhu, e illustrato il gioco per Iphone e Ipad Necronomicon Horror della LucidSphere Media, con un “ritratto ambientato” di H.P. Lovecrat e altre immagini ispirate al ciclo narrativo dei “miti di Cthulhu”.

Gallerie: sito ufficiale www.shane-tyree.com; pagine dedicate su DeviantArt e in Epilogue.

Andrea Bonazzi

giovedì 19 maggio 2011

Dark Agnes, donna di spada di Robert E. Howard

Dark Agnes, donna di spada, 2011, copertinaCon la la nuova collana Libra Fantastica di Elara dedicata a fantastico, fantascienza, fantasy e horror arrivano gli inediti per l’Italia di Robert Ervin Howard a partire da questo volumetto dedicato a Dark Agnes, donna di spada, nella traduzione di Armando Corridore e Anna Rita Guarnieri, a presentare il ciclo dell’oscura e caparbia donna d’arme francese del XVI secolo in tre storie composte nei primi anni 30 ma pubblicate soltanto fra il 1971 e il ’75.

Fra queste l’incompleta prima stesura di “Mistress of Death”, portata a termine in seguito da Gerald W. Page, solo episodio a inserire l’elemento fantastico in un contesto altrimenti rigorosamente circoscritto al genere storico-avventuroso.

Oltre ad Agnes, troviamo nella seconda parte del volume le cronache del mezzo gaelico e mezzo normanno Cormac, stavolta sul medievale sfondo della Terza Crociata con due racconti apparsi nel 1931 sulla rivista Oriental Stories.

“Dall’autore di Conan il Barbaro per la prima volta in Italia il ciclo completo delle avventure di Dark Agnes de Chastillon, spadaccina bellissima e implacabile nella Francia del ’500. Ribellandosi al volere del padre che la vuole dare in sposa a un uomo che non ama e che la tratterà come una serva, Agnes trasforma la cerimonia nuziale in un bagno di sangue e fugge alla ventura. Tra briganti e mercenari, cavalieri dal dubbio passato, subdoli osti, cortigiane e stregoni non morti, Agnes l’Oscura conoscerà la durezza del tradimento e il valore del coraggio e dell’indipendenza. A completamento del volume un altro grande personaggio inedito: Cormac FitzGeoffrey, guerriero irlandese che rimane in Terrasanta dopo la fine dell’ultima Crociata trovandosi alle prese con tradimenti da vendicare, schiave bellissime da sottrarre a vili torture e strane pietre maledette che scatenano la sete di sangue negli uomini inclini alla cupidigia. Scritti l’anno precedente la prima storia di Conan, i racconti di Cormac sono una prova generale degli elementi narrativi principali, del carattere e delle atmosfere che si ritroveranno nelle storie del famoso barbaro di Cimmeria”.

Tutto questo in ulteriore attesa di Vulmea il Nero, El Borak, de Montour, Red Sonja di Rogatino e altri personaggi della ricca vena pulp intrisa di avventura, passione storica ed esotismo propria del “bardo di Cross Plains", che la collana promette di far conoscere finalmente anche al pubblico italiano.

Informazioni e acquisti presso la pagina dedicata sul sito web di Elara Libri. A seguito l’indice dei contenuti, con i riferimenti originali fra parentesi.

Nota introduttiva – Armando Corridore
Parte Prima: Agnes l’oscura
1. Res Adventurae (Sword Woman, 1934)
2. Lame per la Francia (Blades for France, 1934)
3. Amante della morte (Mistress of Death, 1934- 1971) – con Gerald W. Page
Parte Seconda: Cormac il guerriero
1. I falchi dell’Outremere (Hawks of Outremer, 1931)
2. Il sangue di Belshazzar (The Blood of Belshazzar, 1931)


Dark Agnes, donna di spada
Robert E. Howard
collana Libra Fantastica, Elara Libri, 2011
brossura con risvolti, 256 pagine, €13.50
ISBN 9788864990347

Andrea Bonazzi

martedì 17 maggio 2011

Weird Tales in italiano: il primo numero

Weird Tales Italia #1, aprile/maggio 2011, copertinaUn iniziale annuncio ne dava l’uscita in edicola al 15 di marzo, con allegato il DVD Post Mortem. A colloquio con i maestri della paura di Mick Garris, e non pochi – possiamo immaginare – avranno assillato i propri giornalai per settimane chiedendone notizia inutilmente (a scanso di equivoci: no, in edicola Weird Tales non c'è proprio arrivata). Reticente, se non praticamente nulla, l’informazione da parte di casa editrice o redazione: su qualche forum si era parlato di un rinvio, l’anteprima web della copertina cambiava poi datazione da “marzo/aprile” ad “aprile/maggio” ma l’unica comunicazione “ufficiale” è stata, infine, l’esortazione ad abbonarsi e ad acquistare direttamente attraverso il sito Internet, o presso un paio di librerie fiduciarie, senza più pronunciarsi in modo univoco sulla distribuzione.

Arriva così il numero d’esordio dell’edizione italiana di Weird Tales, sotto la direzione editoriale e artistica di Dario Gulli e con Luigi Boccia quale direttore di testata, un bimestrale che riprende i contenuti dello storico “unique magazine” nella sua ultima incarnazione pubblicata dall’americana Wildside Press a partire dal 2007. Illustrazioni, articoli, saggistica, recensioni, poesia fantastica e ovviamente narrativa breve weird e dark fantasy, il tutto selezionato e tradotto nella nostra lingua dalle uscite originali Wildside e integrato, fin da questo primo fascicolo, con materiale in Italiano.

Tanith Lee, Michael Bishop e la prima parte di un racconto di Michael Moorcock spiccano nel sommario del primo Weird Tales. L’isolito, il fantastico e il bizzarro. E ancora le brevi interviste a Neil Gaiman e a Joe R. Lansdale, una sorta di compendio delle 85 personalità più weird degli ultimi decenni secondo i lettori statunitensi di Weird Tales, appuntamenti fissi e classici come quello sui luoghi lovecraftiani secondo Kenneth Hite, quindi un’intervista e un intervento narrativo di Valerio Evangelisti, oltre a rubriche e recensioni a firma di Gianfranco de Turris ed Errico Passaro. Un peccato la mancanza dei riferimenti e titoli originali per le opere, tradotte da Nicola Lombardi e Giuseppe Bonaccorso.

Il sito ufficiale della rivista per l’Italia è weirdtales.it, mentre occorre rivolgersi alle pagine web dedicate di MyLightstore per l’abbonamento o per acquisti, con il preannunciato DVD che viene dichiarato “disponibile prossimamente”. Qui a seguito l’indice del contenuti del n° 1 [fra parentesi quadra le informazioni aggiunte]:

Racconti:
Il Cuore di Ghiaccio [The Heart of Ice, 2008] – Tanith Lee
Le Fusa [Purr, 2008] – Michael Bishop
Petali Neri [Black Petals, 2008, prima parte] – Michael Moorcock
L’isola delle vergini [2007] – Valerio Evangelisti

Poesia:
Tu sei una macchia [You're a Stain, 2009] – Michael Phillips

Weirdcraft:
llustrazione di Maya Kato

Approfondimenti:
Incontro con J.R. Lansdale – intervista di Luigi Boccia
Neil Gaiman – intervista di Bill Baker
Speciale: Gli 85 Autori più Weird degli ultimi anni – aa.vv.
Valerio Evangelisti – intervista di Giuseppe Bonaccorso

Rubriche:
Editoriale – Dario Maria Gulli e Luigi Boccia
Orrorismi – Gianfranco de Turris
Harvey & Pelican – Harvey Pelican & Co.
Nei labirinti di Lovecraft – Kenneth Hite
Strane pagine – Michael Swanwick
La cripta – Darrel Schweitzer
La biblioteca – Errico Passaro
Weirdism – S. Geigen-Miller


Weird Tales #1
L’isolito, il fantastico e il bizzarro
Fun Factory Entertainment, aprile/maggio 2011
fascicolo, illustrazioni in bianco e nero, 80 pagine, €6.90 (senza allegato DVD)

Andrea Bonazzi

domenica 15 maggio 2011

Lovecraft in TV nel finale della serie Supernatural

Immagine dal telefilm, foto
Peter Ciuffa nel ruolo di Lovecraft, foto

Soltanto nell’ottobre scorso avevamo lasciato Cthulhu e i Grandi Antichi a fare capolino dal piccolo schermo nei dissacranti cartoni animati di South Park. E adesso? Ora ad apparire in TV toccherà nientemeno che al medesimo H.P. Lovecraft, in persona e in uno dei più popolari telefilm di genere della televisione americana, Supernatural, nei due conclusivi appuntamenti della sua sesta stagione.

Il ventunesimo e penultimo episodio, in onda venerdì prossimo negli Stai Uniti su The CW Television Network, ha cambiato intanto titolo dal provvisorio e inizialmente annunciato The Haunter of the Dark a un definitivo Let It Bleed. Nell’anteprima, trasmessa al termine dell’episodio precedente e visibile qui sotto, Bobby rivela ai due fratelli che quando Castiel è venuto per Dean ha preso il diario di Moisha Campbell. L’uomo ha scoperto che qualcuno un secolo fa ha cercato di aprire la porta del Purgatorio, ed è qui che Lovecraft viene chiamato in causa. Dean però non ha mai letto lo scrittore... lui, dice, “era troppo occupato a far sesso con le donne!”.

Secondo Sera Gamble, sceneggiatrice e produttrice della serie, “una delle chiavi per risolvere la questione del Purgatorio si trova nella figura stessa di H.P. Lovecraft, e questa diventa una delle trame investigative dell’episodio”.

A interpretare il gentiluomo di Providence è l’attore Peter Ciuffa, qui sopra nell’immagine accanto al fotogramma di un precedente e brevissimo promo televisivo di Let It Bleed, nel quale pure si mostrava un dattiloscritto lovecraftiano insanguinato.

Numerose le guide online su cui scovare maggiori informazioni circa il serial, a partire dalla pagina ufficiale di Supernatural sul sito di cwtv.com.



Andrea Bonazzi

venerdì 13 maggio 2011

I canti di un sognatore morto: Thomas Ligotti nei nuovi tascabili di Elara

I canti di un sognatore morto, 2011, copertinaElara Libri inaugura Libra Fantastica, una nuova collana decisa a rilanciare i generi letterari della fantascienza, della fantasy e dell’horror in più accessibili edizioni economiche e tascabili, a partire dalle prime cinque uscite fra cui spiccano – oltre ad Asimov, Hamilton e l’italiano Vecchi – un inedito per l’Italia di R.E. Howard e la rinnovata versione de I canti di un sognatore morto di Thomas Ligotti, già apparsa in copertina rigida nella Biblioteca di NovaSF*, nel 2007, sempre per la traduzione di Armando Corridore.

“La presente edizione,” dichiara l’editore, “è stata aggiornata e redatta in collaborazione con l’autore appositamente per il pubblico italiano,” probabilmente adeguandola alle variazioni della definitiva riedizione riveduta e corretta di Songs of a Dead Dreamer pubblicata in America nel 2010 dalla Subterranean Press.

“I canti di un sognatore morto è l’antologia che ha rivelato il talento letterario di Thomas Ligotti. Sin dalla sua prima edizione americana del 1986 pubblicata dalla Silver Scarab Press in sole 300 copie, il mondo degli appassionati riconosce in questo autore l’erede contemporaneo della tradizione dell’horror sovrannaturale di cui sono maestri E.A. Poe e H.P. Lovecraft. Il concetto di un mondo reale che si sovrappone a quello che conosciamo, un mondo ove regnano la legge del caos e della morte, serpeggia tra le pagine di questo libro, oggetto di culto in tutto il mondo, insieme a tre elementi mediatici: il libro, le marionette, una vecchia città. Chimici che sperimentano droghe rivoluzionarie, antichi cavalieri condannati alla follia, un vampiro mezzosangue che deve sostenere la visita dei suoi curiosi parenti francesi, maschere capaci di cambiare il tempo e lo spazio, presenze che si aggirano nella notte... un libro magico, affascinante, di altissimo livello letterario, uno degli eventi più importanti e più attesi per la letteratura del fantastico in Italia. Un condensato di brividi, di dubbi, una porta su mondi terribili e alieni, che entusiasmerà sia chi ama la paura, sia chi ama la fantascienza”.

L’efficace immagine di copertina è un’opera di Stefano Bonazzi. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo alla nostra recensione de I canti di un sognatore morto in prima edizione 2007, alla pagina web dedicata al nuovo volumetto in brossura per informazioni e acquisto e, per le novità della collana Libra Fantastica, agli editoriali sul sito ufficiale ElaraLibri.it.

I canti di un sognatore morto
Thomas Ligotti
collana Libra Fantastica, Elara Libri, 2011
brossura con risvolti, 310 pagine, €13.50
ISBN 9788864990309

Andrea Bonazzi

mercoledì 11 maggio 2011

The Year’s Best Dark Fantasy and Horror, 2011

The Year’s Best Dark Fantasy and Horror, 2011, copertinaEsce in agosto negli Stati Uniti per la Prime Books The Year’s Best Dark Fantasy and Horror, 2011, ultima edizione annuale de “il meglio della dark fantasy e l’orrore” secondo la curatrice Paula Guran, selezionato fra i racconti di genere apparsi nel corso dell’anno precedente.

Una varietà di temi, in oltre 500 pagine, dal puro weird al meramente sinistro e l’inquietante tra i toni più oscuri dell’epica fantasy, l’horror lovecraftiano moderno e gli scenari d’incubo del prossimo futuro attraverso l’umorismo nero, il soprannaturale e le mostruosità del quotidiano nella scelta di storie brevi e di novelle pubblicate nel 2010 dai principali autori del momento, da Neil Gaiman a George R.R. Martin, Joe R. Lansdale, Tanith Lee, Gene Wolfe, Tim Powers, John Shirley, Caitlin R. Kiernan, Laird Barron e tanti altri.

Informazioni sul volume presso le pagine di Paula Guran al sito web di DarkEcho, mentre riportiamo a seguito l’indice completo dei contenuti narrativi con (fra parentesi) le rispettive pubblicazioni originali:

How Bria Died – Michael Aronovitz (Weird Tales #356)
Frumpy Little Beat Girl – Peter Atkins (Rolling Darkness Revue 2010)
The Broadsword – Laird Barron (Black Wings)
Thimbleriggery and Fledglings – Steve Berman (The Beastly Bride)
The Dog King – Holly Black (The Poison Eaters and Other Stories)
Tragic Life Stories – Steve Duffy (Tragic Life Stories)
The Thing About Cassandra – Neil Gaiman (Songs Of Love And Death, Tales Of Star-Crossed Love)
He Said, Laughing – Simon R. Green (Living Dead 2)
Hurt Me – M.L.N. Hanover (Songs Of Love And Death, Tales Of Star-Crossed Love)
Oaks Park – M.K. Hobson (Haunted Legends)
Crawlspace – Stephen Graham Jones (The Ones That Got Away)
Red as Red – Caitlin R. Kiernan (Haunted Legends)
Mother Urban’s Booke of Dayes – Jay Lake (Dark Faith)
A Thousand Flowers – Margo Lanagan (Zombies vs. Unicorns)
Are You Trying To Tell Me This Is Heaven? – Sarah Langan (Living Dead 2)
The Stars Are Falling – Joe R. Lansdale (Stories)
Sea Warg – Tanith Lee (Full Moon City)
The Mystery Knight – George R.R. Martin (Warriors)
The Naturalist – Maureen McHugh (Subterranean Magazine, Spring 2010)
Raise Your Hand If You’re Dead – John Shirley (Dark Discoveries #17)
Lesser Demons – Norman Partridge (Black Wings / Lesser Demons)
Parallel Lines – Tim Powers (Stories)
The Moon Will Look Strange – Lynda E. Rucker (Black Static #16)
You Dream – Ekaterina Sedia (Dark Faith)
Red Blues – Michael Skeet (Evolve)
Brisneyland by Night – Angela Slatter (Sprawl)
Malleus, Incus, Stapes – Sarah Totton (Fantasy Magazine, 20 December 2010)
The Return – S.D. Tullis (Null Immortalis)
The Dire Wolf – Genevieve Valentine (Running With the Pack)
The Things – Peter Watts (Clarkesworld, January 2010)
Bloodsport – Gene Wolfe (Swords & Dark Magic)


The Year’s Best Dark Fantasy and Horror, 2011
a cura di Paula Guran
Prime Books, 2011
brossura, 544 pagine, $19.95
ISBN 9781607012818

Andrea Bonazzi

lunedì 9 maggio 2011

Frankenstein secondo Bernie Wrightson

Frankenstein illustrato da Bernie Wrightson, 2011, copertinaIn edizione italiana per la Planeta DeAgostini, arriva il classico Frankenstein (1918) di Mary Shelley nella sontuosa versione illustrata dal decano Bernie Wrightson, pubblicata originariamente per la Marvel nel 1983 e ristampata in seguito dal marchio Dark Horse Comics, nel 1994 e per il venticinquennale del 2008.

Il maestro americano del fumetto e dell’illustrazione horror accompagna il testo integrale del romanzo con 40 disegni in bianco e nero, esaltati nel dettaglio dal grande formato della stampa, in una visione moderna e personale che ama richiamarsi, tuttavia, al gusto e all’estetica delle incisioni stesse del Romanzo Gotico, ai chiaroscuri e alle composizioni tipiche dell’iconografia letteraria del periodo.

“Ho sempre avuto un debole per Frankenstein, e questo è un lavoro fatto per amore,” dichiarò l’artista, a suo tempo, a proposito dell’opera. “Non era un incarico, non si è trattato di mestiere. Realizzavo i disegni fra una commissione retribuita e l’altra, quando avevo abbastanza di che pagare i viveri, le bollette e quant’altro. Mi prendevo tre giorni qui, una settimana là, ritagliandomi il tempo per lavorare sul libro di Frankenstein. Ci sono voluti circa sette anni”.

È Stephen King a firmare l’introduzione del volume, del quale sono reperibili in rete alcune immagini e anteprime relative alle sole precedenti edizioni originali, come la galleria sul fan site Frankenstein Illustrated. Informazioni sull’uscita italiana presso il sito web ufficiale di Planeta DeAgostini Comics.

Qui sotto, invece, una selezione di sei tavole dal magnifico Frankenstein di Wrightson, da cliccare per vederne l’immagine ingrandita:

'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson
'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson
'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson
'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson
'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson
'Frankenstein', illustrazione di Bernie Wrightson

Frankenstein
Mary Wollstonecraft Shelley
illustrato da Bernie Wrightson
Planeta DeAgostini, 2011
cartonato, illustrazioni in b/n, 256 pagine, €25.00
ISBN 9788467489071
Andrea Bonazzi

giovedì 5 maggio 2011

Dead But Dreaming 2, un’antologia “morta ma sognante”

Dead But Dreaming 2, 2011, copertinaLa prima antologia di Dead But Dreaming venne pubblicata nel 2002 dalla DarkTales Publications, in sole 75 copie prima che la casa editrice fosse costretta a chiudere, rendendola un’ambita rarità collezionistica fino alla sua ristampa nel 2008 per Miskatonic River Press, ben accolta dai lettori e mantenuta in buona considerazione dalla critica.

Sempre per l’americana Miskatonic River Press e dallo stesso curatore Kevin Ross è in arrivo adesso l’ideale seguito Dead But Dreaming 2, ventidue nuovi racconti d’orrore lovecraftiano proposti da ventuno autori – e critici, contando Donald R. Burleson e Darrell Schweitzer, – contemporanei nella vena narrativa dei “miti di Cthulhu”, in uscita verso fine giugno e attualmente preordinabile presso l’editore.

“Nessun posto in cui nascondersi… Nessuno è in salvo. Nemmeno voi siete al sicuro. Antiche e ostili, le influenze aliene dei Miti di Cthulhu sono tutt’intorno a noi: nelle nostre città, nelle nostre discoteche, nei cortili delle nostre case, proprio adesso sulla soglia. Dalla sognante cittadina di Kingsport, in Massachusetts, al boschi solitari del nord e gli aridi deserti occidentali. Dagli agglomerati urbani al più distante lago, ai fondali del Pacifico e le glaciali rovine di una Terra senza stelle. Essi sono qui, distruggendoci, divorandoci, frantumando le nostre menti con la sola verità che non possiamo sopportare di ammettere: non importa quello che facciamo, non si può sfuggire al fatto che, in fondo, siamo così simili a loro”.

Informazioni e ordini sulla pagina dedicata del sito ufficiale www.miskatonicriverpress.com, con un segnalibro a colori autografato da Wilum H. Pugmire in omaggio per chi preordina il volume direttamente in questa sede. Qui sotto, l’indice dei contenuti al completo:

Foreword: Messrs. Cthulhu and Lovecraft Have Arrived – Kevin Ross
Taggers – Walt Jarvis
The Unfinished Basement – William Meikle
Plush Cthulhu – Don Webb
Class Reunion – Darrell Schweitzer
First Nation – Scott David Aniolowski
Your Ivory Hollow – Wilum H. Pugmire
The Spell of the Eastern Sea – Michael Tice
Dark Heart – Kevin Ross
Transmission – T.E. Grau
N is for Neville – John Goodrich
The Timucuan Portal – Daniel W. Powell
No Healing Prayers – Joseph S. Pulver, Sr.
The Dissipation Club – Adrian Tchaikovsky
Lure – David Annandale
The Call – Rick Hautala
Christmas Carrion – Donald R. Burleson
The Depopulation Syndrome – Erik T. Johnson
Uncle Sid’s Collection – Cody Goodfellow
Father’s Day – Brian Sammons
Innsmouth Idyll – Darrell Schweitzer
The Hour of Our Triumph – Will Murray
Here Be Monsters – Pete Rawlik


Dead But Dreaming 2
a cura di Kevin Ross
Miskatonic River Press, 2011
brossura, 274 pagine, $19.99

Andrea Bonazzi

martedì 3 maggio 2011

Storie di luce e tenebra: Algernon Blackwood

Storie di luce e di tenebra, 2011, copertinaCount Magnus Press prosegue l’opera di traduzione di classici del weird con l’uscita di Storie di luce e tenebra di Algernon Blackwood, edizione italiana della raccolta originale Day and Night Stories del 1917 per la versione e cura di Giuseppe Lo Biondo.

Quindici storie brevi scritte fra il 1909 e l’anno della pubblicazione – in Inghilterra per l’editore Cassel e per Dutton negli Stati Uniti –, compreso l’ultimo racconto dedicato all’investigatore dell’occulto John Silence, “Una vittima dello spazio superiore” (1914), ripercorrendo i peculiari percorsi narrativi di un maestro inglese del fantastico soprannaturale: reincarnazioni e paganeggiante timor reverenziale di fronte alle forze di natura, la magia incontaminata dell’infanzia, la condizione umana e il confronto con la morte, gli spunti autobiografici e le suggestioni maturate nel corso del suo viaggio tra le antichità e il deserto dell’Egitto, sfondo ricorrente in queste pagine.

“Nell’apparente etereogeneità della raccolta Storie di Luce e Tenebra troviamo una galleria di quei temi cari a Blackwood, e che sono alla base della sua opera. Fil rouge della raccolta è quel sentimento di stupore e soggezione che l’uomo prova di fronte ai misteri della natura e dell’esistenza, dei quali, di tanto in tanto e quasi con orrore, può percepire la magnificenza e l’eternità”.

Il libro è disponibile attraverso lo store di Count Magnus Press su Lulu.com, con un’ampia anteprima – più sotto consultabile – che in 52 pagine presenta l’intero primo racconto “L’appuntamento”, l’intervento critico del curatore e la bibliografia italiana in chiusura del volume. Informazioni presso il blog ufficiale countmagnus.blogspot.com, qui a seguito l’indice dei contenuti con titolo originale fra parentesi.

Day and Night Stories, Cassel 1917, copertina della prima edizine ingleseL’appuntamento (The Tryst)
Il tocco di Pan (The Touch of Pan)
Le ali di Horus (The Wings of Horus)
Iniziazione (Initiation)
Un episodio nel deserto (A Desert Episode)
L’altra ala (The Other Wing)
L’ospite della camera (The Occupant of the Room)
Espiazione di Caino (Cain’s Atonement)
Un calabrone egiziano (An Egyptian Hornet)
In acqua (By Water)
S. A. S. (H. S. H.)
Un pezzetto di legno (A Bit of Wood)
Una vittima dello spazio superiore (A Victim of Higher Space)
Transizione (Transition)
La tradizione (The Tradition)
Postafzione – Giuseppe Lo Biondo
Bibliografia


“Ma quando parlò nel suo modo meraviglioso, iniziai a comprendere quanto fosse limitata la mia prospettiva e come molte delle mie azioni fossero vane. Provavo vergogna del mio piccolo spirito, quando lo paragonavo alla grande visione di questo strano uomo il cui spirito si librava oltre le stelle” (Maude M.C. Ffoulkes, My Own Past, 1915).

Storie di Luce e Tenebra
Algernon Blackwood
Count Magnus Press, 2011
brossura, 324 pagine, €16.00




Andrea Bonazzi

domenica 1 maggio 2011

Justin Geoffrey: a 85 anni dalla morte

The People of the Monolith, 1926, frontespizioPassa quasi inosservato, quest’anno, l’85° anniversario della scomparsa del poeta americano Justin Geoffrey, davvero l’ultimo dei decadenti, persino in patria dimenticato pressoché del tutto sia nelle rare visionarie opere che per l’oscura e tormentata biografia, ancor sfuggente e mai davvero approfondita.

Justin Geoffrey (1898-1926) resta noto, in certi stretti ambienti, quasi esclusivamente per il volume poetico The People of the Monolith, apparentemente pubblicato nello stesso anno della morte. I resoconti sui suoi primi anni e sulle origini sono discordanti. Alcuni affermano fosse nato come John Ernest Tyler, essendo Justin Geoffrey solo uno pseudonimo assunto dal giovane appena diciannovenne al suo trasferimento dal natio Texas alla città di New York, ma si tratta di un equivoco fra l’identità di Geoffrey e quella dell’amico John Tyler, da qualcuno persino ritenuto il vero autore dei versi del poeta. Fonti diverse indicano piuttosto la diretta discendenza da un ramo dei Geoffrey, una famiglia di mercanti insediatisi a New York nel 1690.

La vocazione alla poesia, sin dall’infanzia, gli sarebbe derivata da una qualche singolare esperienza vissuta sui monti Catskills quando aveva dieci anni. L’evoluzione dei propri gusti letterari lo condusse presto verso il Decadentismo, invaghitosi Huysmans, di Rimbaud dei poètes maudits, trovando il suo idolo in Baudelaire. Quali che ne fossero le origini, la sua breve carriera di poeta in qualche modo fu brillante, portandolo in rapporto epistolare con spiriti affini e letterati come Edward Pickman Derby, restando tuttavia priva di successi.

Justin Geoffrey, fotoNel corso del suo viaggio in Europa, nel 1921 o 1922, fece sosta in un villaggio ungherese chiamato Stregoicavar, tappa fondamentale che ne avrebbe influenzato enormemente sia l'esistenza che la produzione artistica. Poco dopo il suo ritorno negli Stati Uniti, Geoffrey si rese a lungo del tutto irreperibile, per poi ricomparire a Chicago quasi folle, drogato e in preda all’alcool, ma portando con sé il manoscritto definitivo del suo The People of the Monolith. Le sue precise vicende e peregrinazioni durante tutto quel periodo restano un’incognita, ma risale al 1922 la pubblicazione di Secrets of the Hanged Man, un trattato sul simbolismo dell’Appeso, l’Arcano Maggiore dei tarocchi, stampato in edizione estremamente limitata. A breve tempo dalla ricomparsa, Justin Geoffrey venne internato infine presso un istituto psichiatrico dell’Illinois, nel quale si spense appena ventottenne in strane circostanze, forse per suicidio.

Lo stile poetico di Geoffrey risulta così variato nelle forme da suggerire, presso alcuni critici, l’ipotesi del lavoro collettivo di più scrittori riuniti sotto la stessa firma. La tesi, tuttavia, viene smentita dall’unità tematica costantemente sottintesa nel suo verso. Altri suoi lavori, al solito in piccole edizioni private e di difficile collocazione bibliografica, sono le raccolte Scarlet Runes and Other Poems (Chimera Press, New York) e il seguente Out of the Old Land, oltre a un unico volumetto di narrativa fantastica dal titolo Towers in the Sky.

L’opera outré e a tratti perturbante di questo particolare “poeta maledetto d'oltreoceano” risulta ancor oggi difficile all’accesso, priva di alcuna integrale ristampa e spesso a sproposito citata senza una diretta conoscenza degli originali, mentre la pagina Facebook di Justin Geoffrey rimane una delle pochissime risorse bio-bibliografiche in rete disponibili. Qui a seguito, un esempio dei suoi versi in quello che resta il maggiormente diffuso e noto estratto dal suo poema più ispirato:

The People of the Monolith
They say foul beings of Old Times still lurk
In dark forgotten corners of the world,
And Gates still gape to loose, on certain nights,
Shape pent in Hell.
Il Popolo del Monolito
Dicon che mali esseri d'Altri Tempi ancora van guatando
In parti del mondo oscure e obliate,
E ancora s'apron varchi, certe notti, rilasciando
Figure nell'Inferno confinate.


Bibliografia delle fonti:
E.P. Derby, The Arkham Adviser, Arkham, 1933
K. Heber, Chaosium, Hayward, 2000
D. Harms, Elder Sign Press, Lake Orion, 2008

Andrea Bonazzi